Collegialità e dirigenza scolastica

di Enrico Maranzana.

È in rete “Diventare dirigenti nella scuola dell’autonomia”, di Giancarlo Cerini, che prefigura il campo operativo scolastico.

Si tratta di una proposta viziata sia dall’assenza della visione sistemica, sia della nozione di complessità. Questioni che sostanziano il TU 297/94.

La visione sistemica riguarda l’interdipendenza tra organismi/funzioni; la complessità deriva dalla dimensione dei problemi.

 

L’aver attribuito la leadership educativa al dirigente scolastico è un inequivocabile sintomo d’una distorta visione della vita della scuola: la complessità non può essere semplificata.

Se fosse stata sviluppata la citazione che richiama “la distinzione tra compiti di indirizzo, che spettano agli organi di natura politica, e quelli di gestione, che spettano ai dirigenti dell’amministrazione” [Dlgs 27 ottobre 2009, n. 150 Art. 37], il significato di “gestione unitaria dell’istituzione” sarebbe stato correttamente rilevato.

L’unitarietà è correlata alla finalità del sistema scolastico. Essa si identifica ne “l’innalzamento delle competenze delle studentesse e degli studenti” [legge 107/2015].

Competenze relative a tutti gli insegnamenti (competenze generali), competenze attinenti alle singole materie (competenze specifiche) [legge 53/2003].

 

Le competenze generali esprimono l’orientamento del sistema scolastico. Esse vincolano la vita degli organismi collegiali e la progettazione didattica del docente. Egli deve onorare un duplice mandato: perseguire i traguardi di sistema, trasmettere una precisa e corretta immagine della disciplina insegnata.

 

Il dirigente scolastico, per portare a unità l’apparato, deve convocare/far convocare gli organismi collegiali con ordini del giorno che li vincolino all’adempimento delle funzioni loro attribuite.

Adempimento da sempre trasgredito, causa prima dell’attuale degrado dei processi d’apprendimento.

·       I Consigli di istituto hanno “Elaborato e adottato gli indirizzi generali”? Hanno deliberato i “Criteri generali per la programmazione educativa”?

·       I Collegi dei docenti hanno “Valutato periodicamente l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica”?

·       I Consigli di classe hanno coordinato gli insegnamenti per orientarli ai traguardi collegialmente identificati?

 

Lo scritto in oggetto difende e legittima le sistematiche elusioni e omissioni dei dirigenti.

 

“Coraggio! Organizziamo le scuole”, visibile in rete, approfondisce la tematica.

N.B. La legge 107/2015 ha attribuito al dirigente scolastico compiti di servizio: il PTOF è approvato dal Consiglio di circolo/Istituto; la sua funzione strategica non è stata intaccata.