Un Paese alla ricerca di sè

di Maurizio Tiriticco. A volte mi chiedo se noi Italiani siamo veramente una Nazione. Infatti, se accedo a wikipedia per trovare una definizione di Nazione, leggo quanto segue: “Una nazione (dal latino natio, in italiano nascita) si riferisce ad una comunità di individui che condividono alcune caratteristiche comuni come la lingua, il luogo geografico, la storia, le tradizioni, la cultura, la religione, l’etnia ed eventualmente un governo”. E non so se una simile definizione possa correttamente adottarsi per quanto riguarda noi Italiani. In realtà siamo un Popolo giovane ed una Nazione altrettanto giovane! L’Unità d’Italia è stata celebrata solo nel 1861, e non certo con il consenso e l’entusiasmo popolare! Nonostante la generosità e il sacrificio di tanti patrioti! Basti pensare ai plebisciti, artatamente pilotati e truccati dal regime savoiardo, e all’esplosione del brigantaggio, cosiddetto, del Mezzogiorno, che altro non era che una forma di resistenza contro un’occupazione considerata straniera.

Comunque, siamo senza dubbio un Paese che nella sua lunga storia, a partire dagli Etruschi, dai Greci (alludo alle colonie dell’Italia meridionale e insulare), fino a quella Romana e poi Latina, e poi ancora Greco-latina (Graecia capta ferum victorem cepit), e poi ancora Longobarda, Bizantina, Germanica e non saprei cos’altro, ha espresso personaggi meravigliosi ed ha costruito cose stupende, nel pensiero, nella scienza e nell’arte in primo luogo. Che tutti gli stranieri ci invidiano!

Su tutti i libri di storia e di letteratura che riguardano il nostro Paese è riportato come e quando ha avuto origine la nostra lingua e, con essa, le prime esperienze letterarie. Si tratta della famosa carta Capuana, del 960 d.C. Avvenne quando, in un giorno di quell’anno così lontano dal nostro, alcuni contadini testimoniarono dinanzi a un giudice quanto segue: “Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti”. Chi di noi non ha studiato a scuola questa prima espressione italiana? Il latino era la lingua dei dotti, allora, com’è noto, ma il volgo parlava un linguaggio, anzi una pluralità di linguaggi totalmente diversi, una pluralità di volgari, molto diversi dal nord al sud della penisola. Poi, dopo secoli, venne un certo Manzoni a sciacquare in Arno i suoi panni! E di lì nacque il primo modello definitivo – se così si può dire – della nostra bella lingua. E non fu un caso che in tutte le scuole del Regno e della Repubblica – almeno della prima – i Promessi Sposi fossero una lettura obbligatoria.

Sembra che i primi e più significativi contributi relativi alla prima costruzione della nostra lingua e della nostra stessa cultura sono stati dati nel nostro Sud, anche se dobbiamo ringraziare Dario Fo per la preziosa ricerca da lui condotta sui dialetti dell’Italia settentrionale. Ed in particolare va segnalato ciò che accadeva alla corte di Federico di Svevia. La Svevia non è in Italia, ma è bene ricordare che il grande Federico II di Hohenstaufen – il casato è originario, appunto, della Svevia – è nato a Jesi nel 1194 ed è morto a Fiorentino di Puglia nel 1250: quindi un regnante italiano a tutto tondo! Un sovrano illuminato, che ha sempre primeggiato nel favorire e sostenere una produzione letteraria, artistica e scientifica, per quei tempi avanzatissima. Con tutto quel mix di magia! Basti pensare al mistero che circonda da sempre Castel del Monte, la cui effigie figura sul nostro centesimo di euro.

In seguito, nonostante tutte le successive invasioni e occupazioni, da Nord a Sud, regni, ducati, granducati, marchesati e quant’altro, ebbene, nonostante tutto (o forse grazie a questo tutto? Non saprei!) il nostro Bel Paese, il giardino d’Europa (Dante, Goethe, Stendhal) ha sempre prodotto “cose” egregie in tutti i campi, dalla prodizione artistica e letteraria a quella scientifica!!!

Ebbene, purtroppo oggi – agosto 2019 – non ritrovo più il mio Bel Paese, là dove ‘l sì suona! Ascoltare certi politicanti da strapazzo sciorinare in TV ovvietà, luoghi comuni, ripetizioni all’infinito degli stessi scontatissimi concetti, mi fa star male! Tutti soggetti che al colloquio della maturità boccerei sonoramente! Immagino la sofferenza del nostro Presidente Sergio Mattarella, quando deve sostenere colloqui con questi soggetti, colloqui da cui, purtroppo, deve nascere proprio in questi giorni quella scelta che determina il destino della Nazione! Non vorrei essere nei suoi panni! Mi chiedo: di che cosa vuoi discutere con i tanti Di Maio e i tanti Salvini? Tutti fotocopie l’uno dell’altro! Penso che il nostro Mattarella sia in grande sofferenza e che veramente in cuor suo li manderebbe a quel paese! Ovviamente dove il sì non suona! Però, chi se li piglierebbe?

Lo so e non ditemelo! La vecchiaia produce brutti effetti! Ti getta in quel brutto pentolone dove tutti i pensieri si rimescolano nel gran brodo del pessimismo! Ma un filo di speranza ce l’ho! Che può diventare un cordone! Quando penso che il nostro Stellone Italia è rinato da tempi ben peggiori: il fasciamo, la guerra, i bombardamenti, gli eccidi nazisti, la disperazione, la morte la fame… per cui non sarà certo questo ignobile triumvirato alla disperata ricerca di una nuova chance a gettarci nell’angolo! Anche perché il mattarello del nostro Presidente si farà sentire! Senz’altro!

 

Maurizio Tiriticco