L’Harakiri del Governo

di Pippo Frisone

La crisi di governo era già nell’aria e con Salvini  planava rumorosamente sulle spiagge,  fino alla presentazione della mozione di sfiducia. Le dimissioni del presidente Conte nel pomeriggio del 20 agosto con la parlamentarizzazione della crisi, rispedivano il governo giallo-verde al capolinea.                                                                  Quattordici mesi vissuti pericolosamente anche da Bussetti, Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca. Arrivato da sprovveduto a viale Trastevere e con le valige vuote, ritorna a casa con un magro bottino.            Tra le poche cose portate a termine, il decreto dignità, rispetto al quale, tuttavia, non sono mancate le critiche, non soltanto delle opposizioni e dei sindacati ma anche dell’Unione Europea. L’avvio della procedura d’infrazione va a colpire proprio l’abuso dei contratti a termine oltre il triennio previsto dal decreto. Il pasticcio sui diplomati magistrali, coi concorsi straordinari non selettivi che sovrapponendosi  alle GAE non risolvono definitivamente il problema, creando ancora confusione e false aspettative in migliaia di maestre. Bussetti e la Bongiorno incassano il decreto sulle impronte digitali per i dirigenti scolastici nonché le telecamere negli asili/scuole dell’Infanzia, tutto però ancora da completare coi decreti attuativi. E ancora, il dimezzamento delle ore di Alternanza e le modifiche alla Maturità aspramente criticati da studenti e professori. Qualche ritocco alla Buona Scuola con abolizione di chiamata diretta e FIT.           Ma Il vero nodo che si è rivelato più complicato da sciogliere è stato quello su reclutamento e precariato. Dopo l’Intesa di Aprile che ha comportato la revoca dello Sciopero dei settori della Conoscenza, i conflitti e i reciproci veti tra Lega e 5 Stelle hanno comportato rinvii e veti reciproci sulla scrittura dei vari decreti attuativi. Salta cosi il decreto sui PAS e sui precari con 3 annualità col relativo concorso straordinario, decreto fermo alla firma del Presidente della Repubblica e quindi non ancora pubblicato. Saltano ancora i concorsi ordinari di Infanzia e Primaria in dirittura d’arrivo e quelli previsti in autunno della secondaria. Salta anche il concorso ordinario degli insegnanti di religione cui Bussetti ci teneva tanto. Va in porto a fatica il concorso dei Dirigenti scolastici, grazie alla sospensiva del Consiglio di Stato della bocciatura del Tar del Lazio. Prende il via anche il concorsone per DSGA cui partecipa però solo un terzo dei candidati.   Rimane un sistema di reclutamento che continua a fare acqua da tutte le parti, con interventi straordinari e d’emergenza ma che non riesce a darsi procedure concorsuali certe e stabili nel tempo che azzerino  le storture e i ritardi che alimentano provvisorietà e precarietà e  che porteranno il prossimo anno i precari alla ragguardevole cifra di 150mila unità. Con grande sollievo dei sindacati confederali e di parte dell’opposizione saltano anche i progetti sull’ Autonomia differenziata di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna.                                                                                                                                                                                    Un bilancio tutt’altro che positivo per il ministro Bussetti cui va aggiunto alla lista nera il mancato contratto  degli insegnati, scaduto nel 2018  con la promessa di 120 euro d’aumento.                                                                    Il Harakiri di Salvini  manda a casa anche Bussetti, Ministro per caso che doveva seppellire la Buona Scuola ed invece è rimasto seppellito assieme al suo Capitano e a tutto il Governo del cambiamento.