Il vaso di Conte e la goccia di Bussetti. Una storia in tre tempi

di Aristarco Ammazzacaffè
Un Santo e due così così
Sembra ci sia del vero: la goccia che ha fatto traboccare il vaso del premier Conte è stato proprio Bussetti. Al colmo dell’esasperazione per i continui litigi dei duellanti Vice Premier anche dopo le elezioni, il Premier si è recato a S. Giovanni Rotondo per implorare illuminazione a Padre Pio. Il Santo in verità non si è fatto pregare e ce l’ha messa tutta per esaudirlo. Ma non potendo contare su Conte – che lui conosce bene e sa che non ha la res a cui aggrapparsi – ha aggirato il problema e, per il suo intervento provvidenziale, si è servito di Bussetti che, da par suo, non se n’è accorto neanche.
E infatti, il Bussetti – sempre lui -, per sbandierare l’operazione Scuole sicure – per cui il Governo ha stanziato un qualcosa per installare sistemi di sorveglianza (telecamere in asili nidi e case riposo, controlli digitali e biometrici per i DS eccetera, di cui, come è noto, si avvertiva cocente bisogno) – ha emesso, proprio all’indomani delle elezioni (mercoledì scorso) un comunicato che si conclude – grazie alla manina santa e discreta di Padre Pio – con ossequiosi ringraziamenti. Alle Commissioni Parlamentari? Ma va! All’insieme del Governo? Ma no! Al suo Presidente? Figurati! I ringraziamenti sono solo per Salvini, il suo di lui Capitano e vero capo.
“Ma si può?!” – Uno si chiede esterrefatto, se non avesse altri pensieri.
Conte non ci ha visto più: in un batter d’ali, disfatto il suo aplomb; e financo il suo capello! “Basta! – dice in sintesi – Qui si deve chiarire se c’è ancora un governo e chi lo presiede e come ci si comporta! Lunedì prossimo lo voglio chiarire alla Nazione con un mio personale messaggio. Come Mattarella e il Papa. Dopo tutto sono il Presidente del Consiglio! Almeno questa soddisfazione, per Diana!” [sull’esattezza di quest’ultima esclamazione non garantiamo]. E aggiunge surreale: “Chiedo dimostrazioni di responsabilità ai miei due Vice e rispetto per il mio ruolo”.
Reazioni:
1. “Eccome no!” – gli risponde, da Mantova, soddisfatto il Capitano, mentre il premier è ancora in Conferenza Stampa.
2. Di Maio, ormai del tutto afono da dopo le elezioni, è invece costretto a inviare un messaggino attraverso Twitter e Facebook, in cui dichiara deciso – glielo ha suggerito la fidanzata – che sarà responsabile solo se lo sarà Salvini. Lui è coerente. Come prima, più di prima… t’amerò. (Tony Dallara, anni Sessanta).
3. Il telespettatore ignaro: “Ma Presidente! E lo dici a noi? Non ce l’hai il telefono?!”.

Finali della Storia.
I due Vicepremier si telefonano e se la contano felici e contenti. Almeno fino a domenica prossima (ballottaggio per le Amministrative).
L’ignaro Bussetti è sempre più soddisfatto. Gli hanno telefonato che i ringraziamenti di cui sopra sono stati infatti particolarmente apprezzati dal suo Capo Capitano. (E anche dalla di lui fidanzata – come è riuscito a sapere per vie traverse).
Cosa che, per l’emozione, non lo ha fatto dormire tutta la notte tra martedì e mercoledì. Ha preso sonno – si racconta – solo all’alba. Tanto che, in tarda mattinata, a svegliarlo è dovuta andare sua figlia, preoccupata. Che però avendo notato che il papà nel sonno sorrideva ridendo, ha lasciato perdere.
Padre Pio, ritornato nel suo Cielo, non vuole più vedere nessuno, in preda com’è ad una terribile depressione. Gli hanno mandato i Santi Medici Cosma e Damiano (o Cirillo e Metodio? Mah!) per capire e aiutarlo. Niente. Continua a fare ‘no’ con la testa e si rifiuta addirittura di mangiare. Delusione? Disillusione? Disperazione? O circolazione? Tanto che uno si chiede: “Perché? Per chi?” – Vai a saperlo!
E Conte? È partito.
Pensate a come siamo fortunati!