Poco da commentare!

di Maurizio Tiriticco. Le attività di ISTRUZIONE, EDUCAZIONE e FORMAZIONE, di cui le “istituzioni scolastiche autonome” si fanno carico ormai da anni (dpr 275/99, art. 1, c. 2), sono condotte e realizzate dai nostri insegnanti e dai nostri dirigenti con sempre maggiori difficoltà. La platea degli alunni è profondamente cambiata nel corso degli ultimi anni, in larga misura anche per l’accesso sempre più massiccio di alunni stranieri. Sono cambiate le modalità stesse dell’apprendere in un contesto sociale e culturale in cui le informazioni, di base e non, non sono più appannaggio soltanto della scuola. La quale, oggi, oltre che “erogare informazioni”, è tenuta anche a controllare e a selezionare quelle che sempre più numerose provengono dal sociale, dai social, dal web, e che “aggrediscono” virtualmente e non solo soprattutto i nuovi nati ed i più giovani. Siamo di fronte a quella società della informazione in cui i libri di testo delle scuole di sempre fanno una meschina figura! Nonostante editori ed autori si adoperino per renderli sempre più accattivanti! E forse inutili? Non so! Comunque, si tratta di un interrogativo che meriterebbe innumerevoli risposte. La scuola, quindi, non è più padrona – se si può usare questa espressione – di quei contenuti culturali che da sempre hanno caratterizzato e giustificato la sua stessa esistenza.
Lo stesso concetto di alunno è cambiato: etimologicamente è alunno un soggetto che deve essere “alimentato”. Ma oggi l’alunno è superalimentato, in una società in cui le informazioni costituiscono purtroppo un alimento indiscriminato, in cui è sempre più difficile operare scelte mirate sia da parte delle famiglie che da parte degli insegnanti. Pertanto, il compito dell’insegnante oggi è estremamente problematico e gravoso, qualunque sia il livello di età degli alunni. Ebbene: a fronte di questi cambiamenti epocali, la nostra organizzazione scolastica resta quella di sempre, scandita dai tempi di sempre; le stesse informazioni sono erogate secondo i criteri programmatori di sempre. In realtà, le Indicazioni nazionali e le Linee guida, che formalmente hanno sostituto i programmi ministeriali di un tempo, ben poco hanno cambiato in materia di organizzazione degli apprendimenti. Le rigide scansioni orarie delle discipline, la triade lezione interrogazione voto costituiscono ancora l’ossatura portante dell’organizzazione dei nostri insegnamenti. Anche se eccezioni esistono, ovviamente, E va anche considerato che l’accesso nelle aule scolastiche delle TIC non ha intaccato, se non in lieve misura, l’organizzazione di sempre!
In un tale scenario, l’ultima trovata dell’Amministrazione è sconcertante. Si tratta del Disegno di legge, l’Atto S.920-B, che ha per oggetto “Interventi per la concretezza delle azioni delle PP.AA. e la prevenzione dell’assenteismo”. Ne consegue che si prevede anche di sottoporre a controllo l’accesso a scuola dei dirigenti scolastici mediante l’installazione di sistemi di verifica biometrica della loro identità. Siamo alla frutta! In effetti, non si considera che un dirigente scolastico non è l’operatore di un tempo – viene alla mente l’operaio della fabbrica fordista legato indissolubilmente alla catena di montaggio: criteri di lavorazione che anche nelle fabbriche non esistono più – ma un operatore che agisce anche e a volte soprattutto al di là delle pareti del proprio ufficio! E delle mura della propria scuola! Anche perché è ormai raro che esista una “propria scuola”! Quanti dirigenti scolastici sono responsabili anche di sezioni distaccate o addirittura di altri istituti? Per non dire dei contatti fisici, e non solo virtuali, spesso insufficienti, con l’amministrazione scolastica provinciale, con il Comune e i tanti enti altri con cui le scuole oggi si confrontano! Per non dire dell’alternanza scuola lavoro e delle tante difficoltà che si incontrano per organizzarla. Qui mi fermo! Magari un DS potesse restare solo nel suo ufficio! Tutti i contatti affidati al telefono, al cellulare e al PC! Ma non è così e non può e non deve essere così! Ma che dire? L’occhiuta amministrazione deve controllare sempre! Ma sì, attiviamo anche la macchina per la timbratura del cartellino! Così saremo sicuri che il DS è al suo posto di lavoro! E guai ad alzarsi! L’occhio del grande fratello è sempre vigile!
E il nostro DS, come Terenzio Varrone, potrà sempre gridare alla suprema autorità: Hic manebimus optime!

Maurizio Tiriticco