Esami di stato 2018-19

di Elefteria Morosini

Uno dei temi cha hanno infiammato il dibattito sulla scuola di questi tempi riguarda le modifiche apportate all’esame di Stato per l’a.s. 2018/19. Nonostante il Decreto Legislativo n° 62 sia del 13 aprile 2017, l’applicazione, che introduce varie modifiche e rinvii, è stata predisposta dall’attuale ministero con un certo ritardo, rispetto all’andamento dell’anno in corso, generando profondo disagio negli studenti e anche nei docenti. Gli annunci si sono susseguiti e ora siamo nella fase delle simulazioni formulate dal MIUR di prima e seconda prova e alle FAQ, con cui si cerca di dare risposta a tutte le domande (se possibile, data la complessità del tema) poste da chi l’esame dovrà farlo, come esaminato o esaminatore.

Nell’articolo che segue (ripreso, con qualche aggiornamento, da ANFIS InForma n.58, 28 febbraio 2019, la newsletter di ANFIS – Associazione Nazionale Formatori Insegnanti Supervisori con cui ScuolaOggi ha iniziato una interessante collaborazione)  tratteremo i vari punti col proposito di fornire un quadro informativo sintetico e compiuto, indicando perplessità e problemi aperti. Alla fine, sono proposti anche alcuni interventi del prof. Luca Serianni che spiegano le ragioni della ristrutturazione della 1.a prova, che, opportunamente e come da tempo si richiedeva, dà maggiore spazio alla comprensione dei documenti e dei testi, rispetto alla elaborazione e alla produzione, che pure vengono messe alla prova in sede d’esame.

Il nuovo esame in sintesi

Con l’a.s. 2018/19 entra in vigore la riforma dell’esame di Stato introdotta dal Decreto Legislativo n. 62 del 13 aprile 2017. Si tratta in effetti di una disposizione inquadrata nella cosiddetta Buona Scuola, la riforma che tante proteste ha suscitato e che il governo attuale si è proposto di smontare.  Il decreto riguarda tutte le scuole, licei, tecnici e professionali, con modalità articolate soprattutto per quanto riguarda la seconda prova.

Affrontiamo qui le modifiche che entreranno in vigore a giugno 2019 e che tante proteste ha scatenato tra studenti e docenti, soprattutto per l’intempestività con cui il MIUR ha gestito la comunicazione, a scuola in corso. Ci riserviamo di tornare più avanti su vari aspetti specifici.
Due prove scritte e un colloquio orale: questa l’articolazione dell’esame 2019. Viene abolita la terza prova (diventata solo nozionistica e difficile da superare, comprendeva però obbligatoriamente l’inglese, lingua veicolare indispensabile nel mondo attuale) e aumenta il peso del curricolo che assomma a 40 punti su 100, mentre a ciascuna delle tre prove d’esame si può attribuire un massimo di 20 punti, ridimensionando anche il colloquio, che prima poteva essere valutato con 35 punti max. Si introducono griglie di valutazione per garantire criteri omogenei e univoci su tutto il territorio nazionale.
Il colloquio, parte conclusiva dell’esame su cui si concentrava finora l’ansia degli studenti e oggetto privilegiato dell’immaginario collettivo, anche grazie alle molteplici rappresentazioni cinematografiche, è così depotenziato, in quanto vale solo un quinto, tanto quanto una delle altre prove. Mentre viene decisamente valorizzato il curricolo, attraverso l’aumento dei punteggi del credito scolastico: in questo modo il 40% dell’esame dipende da quanto dichiarato nel Documento del 15 maggio redatto a cura del consiglio di classe, che descrive le attività didattiche effettivamente svolte e le competenze acquisite dagli studenti.
Si tratta di un cambio improvviso? Veramente no. Soprattutto per il colloquio, si tratta più che altro di applicare le linee guida già presenti nella normativa del 2010, evitando di procedere al colloquio come a una sommativa di domande sulle singole discipline, visualizzate dallo spostamento della sedia, messo in atto dallo stesso candidato per avvicinarsi al docente interrogante, che dava visibilità all’alternarsi delle diverse materie.
Ora non bisogna lasciare al caso lo svolgimento del colloquio, ma pianificarlo studente per studente.
Assume importanza centrale il ruolo del presidente della commissione d’esame, che deve coordinare le attività. É stata annunciata la redazione di un albo dei presidenti, con l’indicazione delle competenze da mettere in atto, fondamentale per non farne un elenco sterile, in cui prevalga l’anzianità o il numero di incarichi di presidenza pregressi. Nel corso degli anni abbiamo visto all’opera presidenti capaci di salvaguardare l’interesse dello studenti (come dice la legge), di coordinare i commissari in un lavoro di gruppo, di tener conto della normativa (variabile nel tempo), di padroneggiare verbali on line, di seguire tutte le fasi degli esami, soprattutto la fase delicata della valutazione collegiale di tutte le prove; ma ne abbiamo visti anche di incerti, insicuri, indifferenti all’importanza del ruolo delicato che stavano svolgendo. Questo non dovrebbe più accadere.

Requisiti di ammissione: rinvio di un anno per Invalsi e alternanza
Il Capo III del Decreto Legislativo n° 62 del 13 aprile 2017 – artt.12 e seguenti. – e le successive circolari ministeriali n°3050 del 4 ottobre 2018 e n° 769 del 26 novembre 2018 hanno introdotto indicazioni specifiche in merito alla valutazione degli studenti e delle studentesse e hanno rinnovato l’Esame di Stato a decorrere dal giugno 2019.
Nell’anno scolastico 2018/2019 verranno applicate le nuove disposizioni, con il rinvio di un anno di alcune norme specifiche riguardo alle prove INVALSI di quinta e all’alternanza, che non sono ancora indispensabili come requisito di accesso[4]. Questo vale anche per i candidati esterni agli stessi esami di Stato. Ma l’esperienza di alternanza effettivamente svolta va comunque trattata durante il colloquio, come vedremo oltre.
Restano immutati gli altri requisiti di ammissione: l’obbligo di frequenza per almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, fatte salve le deroghe; Il conseguimento di una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo discipline e di un voto di comportamento non inferiore a sei decimi[5].

Le prove scritte: La prima prova
La prima prova scritta, […] ha la finalità di accertare la padronanza della lingua italiana o della diversa lingua in cui si svolge l’insegnamento, nonché le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato. Essa consiste nella redazione di un elaborato con differenti tipologie testuali in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico. La prova può essere strutturata in più parti, anche per consentire la verifica di competenze diverse, in particolare della comprensione degli aspetti linguistici, espressivi e logico-argomentativi, oltre che della riflessione critica da parte del candidato (Dgls 62, comma 3)
Per un ulteriore approfondimento si legga l’intervista al prof. Luca Serianni, che ha redatto il documento della commissione apposita, cui hanno fatto seguito il Quadro di riferimento per la redazione e lo svolgimento della prima prova d’esame (pubblicato il 26 novembre) e i primi modelli di tracce pubblicati sul sito del Miur. Trovate l’intervista in coda a questo articolo. Nel Quadro di riferimento sono esplicitati per ciascun tipo di prova gli obiettivi e gli indicatori su cui costruire le griglie di valutazione. I testi delle simulazioni fornite dal MIUR il 19 febbraio sono reperibili ai link seguenti
Tipologia A – Esempio 1
Tipologia A – Esempio 2
Tipologia B – Esempio 1
Tipologia B – Esempio 2
Tipologia B – Esempio 3
Tipologia C – Esempio 1
Tipologia C – Esempio 2

La seconda prova
La seconda prova, in forma scritta, grafica o scritto-grafica, pratica, compositiva/esecutiva musicale e coreutica, ha per oggetto una o più discipline caratterizzanti il corso di studi ed è intesa ad accertare le conoscenze, le abilità e le competenze attese dal profilo educativo, culturale e professionale dello specifico indirizzo di studi Dgls 62,(comma 4). Su di essa si concentra soprattutto l’ansia di studenti e docenti, in quanto è quella che appare come quella più innovativa,poiché verte per tutti gli indirizzi su una o due materie. Sono stati formulati specifici quadri di riferimento indirizzo per indirizzo[6]. Per i professionali la prima parte della prova è definita centralmente, la seconda parte è predisposta dalla commissione.
Un apposito decreto ministeriale individua la o le discipline oggetto della prova, per ciascun indirizzo e per ciascun anno scolastico. Nel testo di legge si dichiara: “Infatti, il perseguimento degli obiettivi specifici di apprendimento delle Indicazioni Nazionali e dei risultati di apprendimento delle Linee Guida non richiede un approccio di tipo additivo, tra discipline che non interagiscono fra loro sul piano metodologico e, al più, si limitano a sviluppare argomenti in comune, mantenendo, quindi, inalterata la propria specifica metodologia didattica ed il proprio assetto programmatico.
E’ invece necessario muoversi in una dimensione più ampia, che implica un’interazione nei percorsi di apprendimento, guidata da docenti che sviluppano una concertazione a livello di impostazione programmatoria e che impostano il loro itinerario curricolare facendo leva, appunto, sui nodi tematici pluridisciplinari“.
Quindi, nel caso in cui il Ministro stabilisca nell’apposito DM di coinvolgere più discipline, i quadri di riferimento non porteranno alla predisposizione di tracce nelle quali vengono messi insieme e sommati quesiti o tematiche di più discipline (approccio che risulterebbe peraltro penalizzante per i candidati); le tracce dovranno invece proporre situazioni problematiche dalla risoluzione delle quali la Commissione potrà evincere il livello di raggiungimento degli obiettivi di apprendimento di ciascun indirizzo.

Alla pagina seguente del sito del MIUR sono scaricabili i modelli delle seconde prove relative ai diversi indrizzi: http://www.miur.gov.it/web/guest/-/maturita-on-line-gli-esempi-di-tracce-della-seconda-prova-scritta?pk_vid=89a3f45fc833efcd15529876141dacf7
Gli esempi di prove si riferiscono ad alcuni degli indirizzi più diffusi dell’istruzione liceale e dell’istruzione tecnica e professionale. Si tratta sia di prove mono-disciplinari, sia di prove che coinvolgono più discipline caratterizzanti gli indirizzi di studio.

Le griglie di valutazione
La scelta contenuta nel d.lgs 62/2017 di introdurre, in uno con i quadri di riferimento, griglie di valutazione da utilizzare nei lavori delle Commissioni, risponde all’esigenza di fornire elementi di omogeneità e di equità: le esperienze svolte in questi anni con le griglie di Matematica sono state generalmente positive e bene accolte.
Bisogna però tenere conto del fatto che costruire griglie di valutazione non è operazione semplice, anche perché la diversità dei contenuti delle tracce rende difficile la definizione di descrittori definiti a priori.
In linea di massima, per griglia di valutazione si può intendere un insieme di informazioni codificate che descrivono le prestazioni di uno studente/candidato in relazione a degli stimoli/consegne/obiettivi: sono composte da indicatori (parametri, elementi di valutazione) che a loro volte vengono declinati in descrittori delle prestazioni che identificano i livelli ai quali si assegna un risultato in termini numerici.
Nei modelli usati più comunemente (griglia a punteggio ad intervallo o con punteggio massimo), a ciascun indicatore viene assegnato un intervallo di variazione o un massimo di punteggio.
E’ questo il modello che più si presta ad essere associato ai quadri di riferimento; verranno perciò individuati, per ogni disciplina, gli indicatori oggetto di osservazione/valutazione e i massimi punteggi associati a ciascuno di essi, lasciando alle Commissioni il compito di definire i descrittori di livello.

Indicazioni per lo svolgimento del colloquio
Il colloquio, anch’esso finalizzato ad accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale degli studenti” si svolge secondo quanto previsto dal comma 9 del Dgls 62.
Verterà sull’esperienza di alternanza e verrà condotto dalla commissione su una proposta articolata per ciascuno studente sulla base dell’interrelazione dei nuclei fondanti delle discipline del curricolo, nonché tenendo conto delle indicazioni contenute nel documento del consiglio di classe.

Il credito scolastico e le tabelle di conversione
Gli studenti delle classi quinte usciranno dagli scrutini finali con un credito finale che oscillerà da un minimo di 22 crediti scolastici su 40 ad un massimo di 40 su 40. Mentre per il credito della classe quinta, come prevede l’allegato A del d.lgs. 62/2017, si potranno avere da un minimo di crediti scolastici ad un massimo di 15, per i due anni precedenti, terza e quarta secondaria di II grado, a cui è stato già assegnato un punteggio in venticinquesimi, è stata creata una tabella di conversione.Gli studenti che in terza e quarta hanno accumulato 6 crediti ne avranno assegnati 15, con 7 ne avranno 16, con 8 ne avranno 17, con 9 ne avranno 18, con 10 ne avranno 19, con 11 ne avranno 20, con 12 ne avranno 21, con 13 ne avranno 22, con 14 ne avranno 23, con 15 ne avranno 24 e con 16 ne avranno 25.

Le simulazioni
Il Miur ha comunicato alle scuole con apposita nota le indicazioni per la partecipazione alle simulazioni nazionali di prima e seconda prova scritta. Per ora sono quattro le giornate di pubblicazione di esempi di prove già programmate. Questo il calendario:
SIMULAZIONE PRIMA PROVA SCRITTA: 19 febbraio (già effettuata) e 26 marzo
SIMULAZIONE SECONDA PROVA SCRITTA: 28 febbraio e 2 aprile
Le tracce sono pubblicate sul sito del MIUR alle ore 8.30 dei giorni previsti, nella sezione Esami di Stato, al mattino come durante le prove vere e proprie.
Le scuole, nell’ambito della loro autonomia, potranno utilizzare i materiali proposti sia nello stesso giorno della pubblicazione, sia assegnando i testi durante l’ordinaria attività didattica. Le simulazioni sono utili sia per studenti e docenti che per il Ministero, che dai risultati analizzati su un rilevante campione, potrà capire se i testi sono adeguati alla preparazione e se rispondono alle competenze finora acquisite.
La simulazione è una prova che fa media? così risponde il Miur nella nota dell’8 febbraio:
Fermo restando che non si tratta di una prova che possa sostituire le verifiche periodiche autonomamente predisposte, i docenti potranno anche iniziare a confrontarsi con le griglie di valutazione delle prove scritte e con il loro utilizzo.
Saranno le scuole e i docenti nell’ambito dell’autonomia didattica a decidere se far valere o meno la simulazione come prova ordinaria nelle discipline interessate.

Esami di Stato 2019: le novità relative alla prima prova di italiano:
A. Luca Serianni sulla riforma della prima prova dell’Esame di Stato, intervista di di Katia Trombetta, in laletteraturaenoi, 24 dicembre 2018
LN ha posto alcune domande a Luca Serianni sulle premesse pedagogiche e culturali e sugli obiettivi didattici del Documento di lavoro, redatto dalla commissione da lui presieduta, per la riforma della prima prova dell’esame di stato nella scuola secondaria di secondo grado. Al documento, che forniva le linee-guida, hanno fatto seguito il Quadro di riferimento per la redazione e lo svolgimento della prima prova d’esame (pubblicato il 26 novembre) e, da ultimo, dei primi modelli di tracce pubblicati sul sito del Miur. Questi due ultimi documenti non sono stati redatti dalla commissione presieduta da Serianni, al quale abbiamo comunque chiesto un parere anche sugli aspetti connessi alla valutazione. al link
 https://www.laletteraturaenoi.it/index.php/scuola_e_noi/881-luca-serianni-sulla-riforma-della-prima-prova-dell

B. Video-intervista al professor Luca Serianni sull’esame di Stato conclusivo, di Daniela Notarbartolo, responsabile della Bottega di Italiano-lingua di Diesse, in Diesse didattica, 30 dicembre 2018
Al professor Serianni sono state poste domande sul testo espositivo-argomentativo e il suo sviluppo logico; altre domande ha toccato la tipologia testuale (che non esiste in astratto) e il concreto genere testuale; cosa si intende per commento; gli indicatori inseriti per la valutazione del compito. Video su youtube al link https://youtu.be/uyOhWHM7FEs .

Note
[1]http://m.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/l-esame-e-istigazione-all-idiozia.flc
[2] http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2019/01/31/studenti-scelgono-scientifico-e-classico-licei-al-554_e760cd90-f2a0-4eb3-a4f8-7967cf3c0e16.html
[3]  https://www.tecnicadellascuola.it/maturita-2019-il-sottosegretario-giuliano-vi-spiego-come-sara-il-nuovo-esame)
[4]  Ai sensi dell’art.8 bis, comma 3 octies, sono stati prorogati di un anno, quindi non valevoli per l’anno scolastico 2018/2019, l’articolo 13, comma 2, lettera c), nonché dell’articolo 14, comma 3, sesto periodo, limitatamente alle attività assimilabili all’alternanza scuola lavoro, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62.
[5]  fatta salva la possibilità per il consiglio di classe di deliberare, con adeguata motivazione, l’ammissione all’esame per gli studenti che riportino una votazione inferiore a sei decimi in una sola disciplina o gruppo di discipline valutate con l’attribuzione di un unico voto.
[6]  https://www.miur.gov.it/news/-/asset_publisher/ubIwoWFcqWhG/content/esami-di-stato-del-secondo-ciclo-di-istruzione-a-s-2018-2019-d-m-769-del-26-novembre-2018