“Tre giovani su cinque discriminati perché neri, islamici, gay o poveri – a scuola il 45% dei casi rilevati”

 

di Elefteria Morosini. 

Diffuso in occasione della Giornata internazionale contro le discriminazioni  che si terrà il prossimo 21 marzo, il rapporto di  Save the Children – l’organizzazione che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – desta allarme per un fenomeno diffuso tra i giovani, soprattutto nelle scuola, ma che resta in gran parte sommerso.

L’indagine è stata realizzata da SottoSopra, il Movimento Giovani per Save the Children con il sostegno dell’Invalsi,  nell’ambito della campagna “UP-prezzami” contro gli stereotipi, la prima campagna nazionale ideata e lanciata dagli oltre 400 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 22 anni coinvolti nel Movimento giovanile dell’Organizzazione e impegnati in azioni di sensibilizzazione e cittadinanza.

Dalle risposte risulta che più del  61% di questi ragazzi è stato oggetto di discriminazione da parte dei propri coetanei: il 19% ha dichiarato di essere stato emarginato ed escluso dal gruppo, mentre il 17% è stato vittima di brutte voci diffuse via social, il 16% è stato deriso e il 10% ha subito furti, minacce o pestaggi Uno dei dati più preoccupanti riguarda il fatto  ben il 31% tra chi ha subito discriminazioni non si è rivolto a nessuno per denunciare e avere aiuto, affrontando in solitudine la propria sofferenza;  il 32% ha scelto di rivolgersi ai genitori e un altro 32% ha preferito parlarne agli amici.

Colpisce il fatto che solo 1 intervistato su 20 abbia scelto di rivolgersi agli insegnanti, mentre è proprio la scuola l’ambiente  principale dove gli studenti assistono a discriminazioni nei confronti dei loro compagni di pari età (45% dei casi), seguita dalla strada (30%) e – altro dato significativo – dai social (21%).

Le persone omosessuali sono i soggetti  maggiormente a rischio di discirminazione, secondo l’88% degli studenti intervistati. Seguono le persone di origine rom e quelle grasse (entrambi all’85%), le persone di colore (82%), quelle di religione islamica (76%), i poveri (71%), i disabili (67%), gli arabi (67%), gli asiatici e gli ebrei (53% per entrambi).

A giocare un ruolo decisivo nelle discriminazioni che i giovani subiscono – sostengono gli intervistati nelle loro risposte – sono soprattutto le etichette e gli stereotipi che ad essi vengono affibbiati.

Tra gli studenti che hanno dichiarato di essere stati testimoni di un comportamento discriminatorio verso un loro coetaneo – quasi il 90% degli intervistati – il 16% ha detto che la vittima era tale perché omosessuale o obesa, nel 10% dei casi  perché di genere femminile.

Emerge dal sondaggio anche la necessità di combattere  la tendenza a minimizzare o a  giustificare  le   azioni compiute  o  commesse da altri. Infatti quasi il 13% dei ragazzi intervistati risponde che «picchiare i compagni di classe odiosi significa solo dargli una lezione», quasi 1 su 5 pensa che «ai ragazzi non importa essere presi in giro perché è un segno di interesse» mentre 1 su 3 ritiene «giusto maltrattare qualcuno che si è comportato come un verme».

 

Per intervenire sulla situazione denunciata dal sondaggio e accendere i riflettori su un tema che riguarda da vicino i giovani e di cui si parla troppo poco, Save the Children ha relizzato la campagna ‘Up-prezzami’, prodotta  nell’ambito del progetto “GenerAzione- insieme contro gli stereotipi di genere”, con il contributo del Dipartimento per le Pari Opportunità della presidenza del Consiglio dei Ministri.

Alla campagna hanno partecipato oltre 400 ragazze ragazzi tra i 14 e i 22 anni che si sono impegnati in azioni di sensibilizzazione e cittadinanza attiva in 15 città italiane. Immagine simbolo dell’inziativa è un codice a barre spezzato, che rappresenta la rezione alle etichette con le quali si giudicano gli altri in modo superficiale, accompagnato dallo slogan “Non fermarti all’etichetta”.

 

“La discriminazione esiste ed è pericolosa, fa male a tutti, a chi discrimina e a chi è discriminato. – scrivono i giovani di SottoSopra nel manifesto della campagna UP-prezzami – Ogni giorno, ognuno di noi, deve impegnarsi a strappare le proprie etichette e a smettere di attaccarne su gli altri, come fossero pacchi in un supermercato. È per questo che serve l’impegno di tutti noi e, in particolare, chiediamo l’aiuto del mondo della scuola perché è lì che, per la metà dei ragazzi intervistati, si consuma la discriminazione”.

 

Il video della campagna UP-prezzami è disponibile al link: https://media.savethechildren.it/?r=11096&k=0acabc3ccf

Le video-interviste sugli stereotipi con i ragazzi di Sottosopra è disponibile al link: https://media.savethechildren.it/?r=11095&k=faf47b837d

La fotogallery con le immagini dei ragazzi con gli stereotipi è disponibile al link: https://media.savethechildren.it/pages/search.php?search=%21collection23…

 

 

https://www.savethechildren.it/blog-notizie/up-prezzami-campagna-movimento-sottosopra-contro-stereotipi

www.savethechildren.it