Perché simulare l’esame di maturità?

di Enrico Maranzana. Gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori, martedì 19 febbraio, faranno un primo assaggio del nuovo esame di maturità. Sarà loro sottoposto un facsimile di una prova: esercitazione che sarà ripetuta quattro volte.

L’iniziativa è tesa a sedare l’ansia da prestazione degli studenti.

Se il ministero avesse voluto incidere sull’efficacia dell’accertamento:

1)   Avrebbe sviluppato gli intendimenti annunciati: “La valutazione è coerente con l’offerta formativa delle istituzioni scolastiche e ha come oggetto i risultati dell’apprendimento”;

2)   Avrebbe fatto fronte ai vincoli posti dal decreto 62/17, fondamento della nuova maturità, titolato “Valutazione e certificazione delle competenze”, vincoli derivanti da un’ammissione de “I Professori che ammettono: siamo impreparati a certificare le competenze”;

3)   Non avrebbe banalizzato l’accertamento delle competenze, MIX di conoscenze e capacità/abilità, il cui rapporto con le prove d’esame simulate è simile a quello che intercorre tra l’acqua contenuta in una vasca da bagno e quella di un cucchiaino.