Le dichiarazioni di Bussetti sugli insegnanti del sud. La sua confessione davanti agli specchi di casa.

di Aristarco Ammazzacaffè. “Non capisco cosa ho detto di tanto strano che dai sondaggi mi si chiede di dimettermi. Ho detto solo, e in modo certamente convinto, come deve fare un ministro che si rispetti, che gli insegnanti del sud si impegnano poco e che devono impegnarsi di più; che nelle scuole meridionali non c’è bisogno di più risorse, ma di più impegno, di più dedizione, di più sacrificio. Altro che!

“E queste cose – badate – non le ho dette in una scuola del nord, ma al sud, a dimostrazione della mia buona fede. Tra l’altro non ho neanche detto tutto quello che pensavo, perché, tra l’altro, sono una persona che ama profondamente il sud. Per dire: io le mie vacanze le faccio generalmente in Sicilia, in Puglia o in Campania. E mi trovo sempre molto bene. Io amo il sud, la sua gente, i suoi insegnanti. Però – e qui lo dico e qui lo nego, come si dice – ho anche giurato come ministro. E quindi, proprio come ministro della Pubblica Istruzione, e anche di altro, potevo non dire che, se al sud i risultati scolastici sono più bassi, gli insegnanti – mica solo loro: anche i presidi, per carità! –  devono impegnarsi di più, sacrificarsi di più per i loro ragazzi? Proprio come faccio io per mia figlia (questo apparentemente c’entra poco. Ma ho voluto stare al passo con Salvini che si cita sempre come papà di ben due figli. Io ne ho solo una. Ma lui è più bravo!).

“Dicevo del maggiore impegno. Tra l’altro non ho usato neanche espressioni offensive e volgari. Qualcuno mi ha mai sentito dire, ad esempio, che gli insegnati del sud sono dei mascalzoni, dei mafiosi o solo che  si assentono per andare a fare la spesa o andare al mare? Mai. Ve lo posso giurare. Non le ho mai neanche pensato. Chiedete a mia moglie! Io amo profondamente la gente del sud e al sud faccio anche le mie vacanze. Questo l’ho già detto, ma lo ripeto. Io amo la gente del sud. Basta che la finiamo!

“Comunque, se devo essere sincero fino in fondo, devo aggiungere che le cose che ho detto – che però non volevo dire – credetemi, se ce la fate – le ho detto proprio a mia insaputa. Che non è neanche una battuta originale; per dire che può anche capitare.

“Va aggiunto però che se è vero che sono tanti quelli che chiedono le mie dimissioni; a me hanno invece espresso solidarietà nientemeno che Salvini e Giorgetti  – grazie Salvini, grazie Giorgetti -. Salvini, addirittura, quando mi ha convocato, mi ha subito detto che lui contro il sud e i meridionali, ‘che comunque sempre terroni rimangono’ – così ha precisato – di botti ne aveva inventati di molto più coloriti e tosti, fino a due anni fa. ‘Altro che le tue uscitine all’acqua di rosa!’, proprio così ha detto. E ha fatto seguire, subito dopo, una vera lezione di alta politica, della quale lo ringrazio e lo ringrazierò sempre.

“In sintesi mi ha detto che sono stato un allocco – proprio così mi ha detto, ‘un allocco’! -. Ma in modo molto garbato, ve lo assicuro.  Perché – è qui la sua lezione – la nostra strategia è ora tutta un’altra musica. E mi ha chiesto se l’avevo capita. Io gli ho detto di no e lui – con grande pazienza, ve lo giuro! – mi ha chiarito che la nuova straordinaria ambizione della Lega padana è conquistare l’intero Paese, che la sua nuova strategia è quella vincente e che presto – se io la smetto di fare l’allocco (l’ha ripetuto!) con le mie uscite – conquisteremo non solo l’Italia, ma anche tutta l’Europa, ‘alla faccia di quel damerino di Macron e di quell’avvinazzato di Junker’. Testuale.

‘Hai capito adesso?’ – Mi ha chiesto. E io gli ho detto: sì. Ma solo per farlo contento, poverino.”