Dispersione scolastica: signor ministro approfondisca .. poi decida

Enrico Maranzana

 

Il ministro Marco Bussetti ha dichiarato guerra alla dispersione scolastica: l’orientamento, il tempo pieno, il sostegno sono le sue armi.

Una battaglia perduta: il problema “mortalità scolastica” è stato banalizzato.

 

Le scelte organizzative, la progettazione formativa/educativa/dell’insegnamento, la didattica … sono state messe nel dimenticatoio.

 

Non è stata data alcuna rilevanza al rapporto educativo che è dialogico; non è unidirezionale e intransitivo come l’iniziativa ministeriale sottende .

Non sono state ricercate le origini degli abbandoni e, tra queste, la divergenza tra l’immagine di realtà veicolata dalla scuola e il sentire degli studenti: la scuola è rimasta ancorata al passato.

I giovani vivono nel presente.

Il legislatore è intervenuto più volte rimodellando il servizio scolastico per adeguarlo all’imprevedibilità del mondo contemporaneo: tutte le innovazioni normative sono state eluse; la conservazione dell’esistente, il corporativismo, il disinteresse, l’insensibilità per le dinamiche socio-culturali sono da porre all’origine dell’insubordinazione.

 

Si è bypassato il rifiuto, dei dirigenti e dei docenti, di considerare le materie d’insegnamento “strumento e occasione per uno sviluppo unitario, ma articolato e ricco, di funzioni, conoscenze, capacità e orientamenti indispensabili alla maturazione di persone responsabili e in grado di compiere scelte”.  

 

Una disubbidienza che la legge 107/15 ha accettato, giustificato e rinforzato. “La buona scuola”, infatti, ha depennato l’orientamento educativo del sistema scolastico: da “Sistema educativo di istruzione e formazione” a “Sistema nazionale di istruzione e formazione”.   

 

Sono in campo due modelli di scuola contrapposti.

 

L’iniziativa ministeriale è schierata sul fronte della conservazione:

Finalità:                            promuovere competenze  VS      trasmettere conoscenza

Atteggiamento atteso:      responsabile                     Vs      obbediente

Pensiero:                          critico                               VS      convergente

Qualità principale:            progettazione                   Vs      memorizzazione

Gestione scuola:               collegiale                         Vs      parcellizzata

Didattica:                         ascendente                      Vs      discendente

Motivazione:                     intrinseca (esiti lavoro)     Vs      estrinseca (voto)

Attività di classe:              lavoro d’équipe                 Vs      attività individuale