Il Manuale dell’Antidirigente

In pochi giorni migliaia di copie vendute. Quale il motivo di tale successo editoriale? Per rispondere con precisione sarebbe necessario conoscere il target di coloro che si sono precipitati a comprare il Manuale che ha come sottotitolo: tutto quello che devi sapere per dirigere una scuola nel peggior modo possibile.  Che i compratori siano Dirigenti scolastici è da escludere:  essi non solo sanno, ma sono anche competenti per lo più, con qualche debita eccezione. Non è un libro che discrimini il nord dal sud: molti dirigenti patologici sono apolidi: esistono al nord, al centro, al sud. Il libro di Piazza è un atto d’accusa basata sul principio di Peter:  IN UNA GERARCHIA OGNI LAVORATORE TENDE A SALIRE SINO AL PROPRIO LIVELLO DI INCOMPETENZA. Da  tale principio( esposto nell’omonimo libro Di J. Peter e Raymond Hull  edito da Calipso discende il corollario : COL TEMPO OGNI POSTO TENDE AD ESSERE OCCUPATO DA UN LAVORATORE INCOMPETENTE A SVOLGERE LE PROPRIE FUNZIONI.  L’ispettore emerito Vito Piazza non fa sconti a nessuno e dimostra come la scuola sia un esempio di sprechi e  di favoreggiamento delle incompetenze. Dato che da sempre il Dirigente è tutt’altro mestiere  rispetto all’insegnante( questi ha a che fare con ragazzi e deve insegnare mentre il DS ha a che fare con gli adulti e deve guidare una organizzazione che la buona scuola vorrebbe aziendale) cosa succede? Che non potendo fare carriera nell’ambito dell’insegnamento( non esiste una progressione da insegnante junior ad assistant,  teacher senior ) la carriera è rappresentata dal diventare DIRIGENTE.

Certo. Esistono casi( rarissimi in verità) in cui un pessimo insegnante può diventare un ottimo dirigente per la stessa ragione per cui un pessimo vino può diventare un ottimo aceto, ma in genere  se si è stati pessimi insegnanti si sarà pessimi dirigenti.

Dopo aver sconsigliato vivamente gli insegnanti nell’avventurarsi in questa scalata dove non basterà la capacità di saper insegnare e si raggiungerà immancabilmente l’incompetenza, l’autore suggerisce il modo migliore per perdere il concorso: dimostrare intelligenza. E’ quindi dimostrando furbizia e facendo ricorso a espedienti di piccolo cabotaggio che si vince. Del resto la selezione per DS è quanto di più comico ci sia: i test non solo sono inattendibili, ma sono addirittura preparati dagli INVALSORI( come Piazza chiama i tecnici dell’Invalsi, soprattutto quelli provenienti dal carrozzone IRSAE- orsacchiotti-) che nel passato sono riusciti a cannare 1000 test su 5000 rimanendo impuniti), i quesiti non danno tempo, le prove orali sui “Brevi cenni sull’universo” di cui parlava Gramsci. E tutto il percorso da conoscere non distingue la formazione di un leader educativo dal Direttore di una macelleria…. Il resto va letto. Per non cadere nella trappola di manipolatori passivi quali sono la gran parte dei DS: io sono sempre impegnato, le carte, le denunce, il PTOF, il Piano di miglioramento, i barconi che arrivano con immigrati che no affondano.

E’ indubbio che il Dirigente sia una smistatore di segnali. Deve avere un piano e fornire le indicazioni, come un semaforo, come un punto cruciale di segnali stradali, un crocevia… Un uomo in croce. E tale è l’ipertrofia dell’ego  che qualcuno si sente un uomo in croce, un crocifisso.

Alla Erickson, la più prestigiosa casa editrice in campo educativo e rieducativo Vito Piazza è di casa fin dalla nascita, quando come ama dire lui ispettore, “scrivevamo i libri col ciclostile”. Alcuni libri  e poi il “boom” con INSEGNARE DOMANI del duemila: 80.000 copie vendute. E là, a Trento, i nostri connazionali più tedeschi che italiani chiamano Vito il loro “Big Author” vale a dire l’autore di punta.  E se oggi abbiamo acquisito una maggiore cultura della comprensione per i gravi disabili, lo si deve anche al suo INSEGNANTE DI SOSTEGNO adottato in quasi tutte le Università Italiane. Una vita dedicata all’handicap( a Brescia esiste una scuola montessoriana che si ispira ai principi espressi nel Maria Montessori, la via italiana all’handicap, l’autore è stato responsabile per tutta l’ALTA ITALIA per l’integrazione) non può non provocare una sorta di dissonanza cognitiva : perché questo libro contro i Dirigenti Scolastici?

  • No, non è un libro contro i Dirigenti scolastici. E’ un libro contro i “cattivi” Dirigenti. Coloro che una volta arrivati si mettono a comandare per il gusto di comandare, seguendo un adagio tutto da discutere: comandare è meglio che fottere. Della scuola non gliene fotte niente, non sanno che farsene dell’autonomia, sono leader patologici cui la legge sulla buona scuola ha dato poteri di vita e di morte sugli insegnanti. Bisogna riscoprire il valore di buono e di cattivo: non è materia solo per bambini.
  • Non pensa di esagerare?
  • Assolutamente no. Da insegnante( avevo 19 anni) vinsi il concorso a Milano e trovai un ambiente in cui gli insegnanti erano tutti nordici. Era il periodo in cui Geno Prampolini distingueva gli italiani tra “nordici” e “sudici”. Era il periodo( 1963) in cui alle case erano affissi cartelli del tipo NON SI AFFITTA AI MERIDIONALI. E’ vero, ero uscito da quella perfetta fabbrica di asini che era l’Istituto Magistrale( poi competitor del Club mediteraneè) Ma ce la misi tutta per migliorarmi. Ebbene, l’ostacolo maggiore era il Direttore.
  • In che senso?
  • Le riunioni non erano Collegi, ma “Adunanze”, due volte all’anno. Non c’erano regole, c’erano ordini. Alla fine un giudizio inappellabile: insufficiente, sufficiente, buono, distinto e per tutti i conformisti OTTIMO. Ora c’è un pericoloso ritorno all’autoritarismo.

Grazie a questi dirigenti la scuola elementare è calata- indagine OCSE- dal quinto posto al trentaseisimo nel mondo.

Ispettore lei scrive nel suo libro: i dirigenti che vedi in giro sono sempre in grugniti, seriosi, indaffarati, più che impegnati, impregnati di carte e di pensieri, di preoccupazioni, mancano di umorismo e se raccontano barzellette, a ridere sono solo i membri della loro “corte”. Non hanno tempra o l’hanno perduta cadendo nella loro stessa trappola. E quei pochi che hanno carattere, hanno un pessimo carattere. E si svegliano con il problem solving e e il decision making che già si presentano loro con urgenza. Su cosa basa giudizi così severi?

  • Anche se nemo propheta in patria e tutti si ostinano a chiamarmi DIRETTORE( e io rispondo: ma io ti ho mai offeso? Perché mi dai del direttore?) io Il dirigente superiore con funzioni ispettive l’ho fatto davvero e in 22 anni ho ispezionato più di 500 scuole sparse in tutta   Ci sono le mie relazioni ufficiali protocollate.  Ho fatto parte dei 7 che hanno avviato la legge sui moduli creando 150.000 posti di lavoro. Ho visto DS che favorivano le aule di sostegno, usare gli “handicappati per mantenere l’organico, effettuare voti di scambio, ho visto DS imbrogliare con il tempo pieno, Ds alcolizzati.. Ds che fanno carriera secondo il principio di Peter
  • Non entriamo nel tecnico, per favore…
  • Il principio di Peter consiste nel promuovere ad una grado sempre più alto fino ad arrivare ad un grado in cui si è incompetenti. In Sicilia è molto diffuso.
  • Eppure lei ha formato e continua a formare Dirigenti anche qui da noi. Non è in contraddizione?
  • Seguendo il mio Sciascia( contraddico e mi contraddico devo dire sì. Si, ma ho il vantaggio che una volta arrivati al traguardo diventano omertosi( loro che dovrebbero insegnare la legalità) e non fanno mai il mio nome. E questo mi avvantaggia. Anche se “Partanna non è Palermo: qui si sa tutto”. E sono contento che non mi riconoscano: io non li ho formati per essere capetti, o caporali,  ma guide: agenti di rinnovamento.  Fare il Ds non è difficile- anche se gli attuali dicono di essere sempre impegnati, sconvolti, senza tempo. Fare il ds democratico è molto difficile. Io in Italia ne ho conosciuti 2 o tre. Gli altri: o autocrati o servi del potere.
  • La ragione ultima di questo libro?
  • Visto il male che ho fatto, ho voluto rimediare in parte e regalare un’arma di difesa agli insegnanti che sono migliori della scuola in cui abitano e anche a quei Ds che potranno sviluppare una sana ironia. Il libro è già arrivato alle 3000 copie vendute e la Erickson continua ad essere tempestata di richieste.

La redazione