Cattedre vuote, scuole al collasso

di Pippo Frisone

 

“L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare! “, la mitica espressione di Gino Bartali ben si attaglierebbe oggi al disastroso avvio di quest’anno scolastico, colpevole un sistema di reclutamento obsoleto e inadeguato.

A dimostrarlo basta dare uno sguardo alle cifre. Partiamo dalle assunzioni in ruolo. Tre le procedure concorsuali messi in campo: il concorso ordinario del 2016,  le graduatorie provinciali ad esaurimento (GAE) e le nuove graduatorie regionali di merito degli abilitati del 2018 (GRME).

Contingente di posti per le assunzioni in ruolo 57.322, cattedre coperte 25.105 (43,8%) di cui 6.433 assunti da GRME in qualità di supplenti del percorso FIT. Cattedre rimaste vuote 32.217.

Disastrosa la situazione sul sostegno per assenza di specialisti.

Dei 13.329 posti sul sostegno, coperti soltanto 1.682, appena il 13%.  Alla fine tra posti vacanti in diritto, posti vacanti del contingente nomine in ruolo e posti aggiuntivi in organico di fatto (41.332 sostegno+ 15.232 comuni), saranno oltre 100mila le cattedre vuote che andranno a gravare sulle graduatorie d’istituto e quindi sui precari. Senza contare le migliaia di spezzoni orari che nella secondaria si determinano annualmente in organico.

Ma anche le graduatorie d’istituto non godono di buona salute. Aggiornate nel 2017 per un triennio, devono subire due volte l’anno, a febbraio e in agosto, inserimenti parziali di abilitati e     specialisti di sostegno,  che in attesa della ripubblicazione costringono le scuole a un tour de force altamente stressante con caroselli e via vai di supplenti e ripetuti scorrimenti prima dalle vecchie e poi dalle nuove graduatorie. Tenuto conto che molte GAE, soprattutto al nord e nella secondaria risultano esaurite, la pressione sulle scuole risulta davvero impressionante tanto che a metà ottobre molte graduatorie d’istituto della primaria risultano già esaurite ed è sempre più frequente il ricorso alle MAD (messa a disposizione). E siamo ancora ben lontani dalla chiusura delle operazioni di copertura di tutti i posti annuali vacanti, tanto da costringere il provveditore di Milano a sollecitare gli scorrimenti dalle graduatorie aggiornate e a chiudere entro la fine d’ottobre.

Siamo giunti al punto che non bastano più nemmeno tre fasce di graduatorie d’istituto a coprire tutti i posti vacanti e dire che l’ex Ministra Giannini voleva abolirle, partendo proprio dalle terze fasce!!

Graduatorie d’istituto, nate per coprire supplenze brevi e saltuarie, trovatesi nella necessità con la chiusura delle GAE e il loro progressivo svuotamento, dovuto al piano straordinario di assunzione della Buona scuola, a dover svolgere un ruolo da eccezione a regola,  di copertura, sempre più, di posti annuali vacanti. Non è un caso che col decreto dignità il governo ha abolito il divieto  alla reiterazione dei contratti annuali oltre il triennio ! Altra novità introdotta quest’anno col percorso FIT: quanti accetteranno le nomine dalle GRME verranno cancellati da tutte le graduatorie (GAE, GRME e d’istituto ) ad esclusione da quelle del concorso ordinario 2016.

Ma quanto potrà reggere ancora un sistema di reclutamento del genere, senza far scoppiare le scuole?! E’ giunto il momento di ripensare l’intero sistema che crea inefficienza, ritardi e gravi disfunzioni con ricadute anche sulla continuità didattica.

Bisogna partire dalle Università e dalle lauree abilitanti all’insegnamento, con un numero programmato, legato alla copertura di tutti i posti annuali in un organico dell’autonomia più funzionale dell’attuale,  da concorsi ordinari che selezionino il merito, con procedure più snelle e a cadenza annuale. Di conseguenza vanno ripensate anche le graduatorie d’istituto, superando in prospettiva l’attuale divisione in tre fasce, riconducendole al ruolo originario di prevalente copertura dei posti temporaneamente e saltuariamente disponibili.

Il compito è arduo e sicuramente ci vorrà del tempo e una fase di transizione che ci auguriamo necessaria ma non permanente.