Merito docenti: meno “bonus”, più “malus” ?

di Pippo Frisone

 

In questi giorni nelle scuole si sta discutendo della determinazione dei compensi legati al bonus premiale dei docenti, introdotto dalla L.107/15.

Dei 200 mln originari ne son rimasti 130, avendo il CCNL/18 destinato i restanti 70 ai recenti incrementi stipendiali. Il Miur ha gia assegnato alle scuole l’80% pari a 104 mln.

Questa volta la novità è che la decisione sulla misura dei compensi non è più  prerogativa  esclusiva del Dirigente Scolastico, come è avvenuto negli anni precedenti, ma è demandata alla contrattazione integrativa d’istituto, ex art.22,p.4 lett.c/4 del CCNL/18 firmato il 20.4.2018.

Si è detto che con la contrattazione del bonus un altro duro colpo è stato inferto alla cosiddetta Buona Scuola. In realtà il procedimento rimane in fondo quello delineato dal comma 127 dell’art.1 della Legge 107. E’ ancora il Comitato di valutazione, appositamente integrato, a fissare i criteri per la valorizzazione del merito sulla qualità dell’insegnamento, sul successo formativo degli studenti, sulle innovazioni didattiche e responsabilità assunte  Grazie all’autonomia, i criteri adottati dalle varie scuole son risultati molto diversificati tra loro.

Dalle auto-candidature dei docenti, alla compilazione di graduatorie con punteggi molto articolati e differenziati nelle aree previste dalla legge, dalla fascia unica alle tre fasce di merito, all’interno delle quali differenziare il premio.

Parliamo di somme complessive che dopo i tagli apportati risultano quasi dimezzate,  oscillando sulla base degli organici, da 10mila a 25mila euro per scuola!!

Come ha chiarito anche l’Aran, le somme destinate al bonus per l’as.2017/18 vanno contrattate a livello d’istituto per determinare la misura dei compensi, nei valori minimi e massimi

Si tratta di concordare un’ integrazione al contratto d’istituto 17/18, nel rispetto delle stesse regole e procedure.

Col 2018/19 assieme al bonus confluiranno le restanti  risorse con differente destinazione  nel fondo unico per il miglioramento dell’offerta formativa.( art.39 bis CCNL).

Rimane la destinazione d’uso del bonus, cioè la valorizzazione dei docenti. portando la somma complessiva a 160 mln.

Le OO.SS. firmatari del CCNL/18  spingono affinché siano individuate e premiate le attività di eccellenza svolte dai docenti, più che un merito astratto e discrezionale,  avvicinando così la valorizzazione del bonus  alle attività aggiuntive del Mof. Si eviterebbero così sovrapposizioni e duplicazioni nelle attività col rischio di riconoscerle e compensarle due volte. Questo è sempre stato l’aspetto più osteggiato e criticato dagli stessi docenti, cui va aggiunto l’eccessivo peso dato agli aspetti organizzativi  che spesso finiscono per premiare sempre i soliti noti, collaboratori e staff della dirigenza, a volte giustificato dalla stessa complessità delle scuole o come nel caso delle reggenza.

Il cambio di passo non sarà facile. Sul terreno della contrattazione rimangono ancora punti di vista molto distanti sul merito tra dirigenza e OO.SS., sui criteri per riconoscerlo, prima ancora di quanto premiarlo. Inoltre se questo sistema di valorizzare il merito resisterà o si modificherà strada facendo, ci auguriamo in ogni caso che il meno bonus di oggi non diventi  più malus  domani.