Scuola al via con tanti nodi irrisolti

di Pippo Frisone

 

Con le reggenze dei dirigenti scolastici si sono concluse il 31 agosto in “zona cesarini” tutte le operazioni riguardanti il personale di ruolo, dalle  assunzioni agli utilizzi e alle assegnazioni provvisorie.

Come era nelle previsioni le 57mila assunzioni son rimaste più sul tavolo del ministro che nelle scuole.

GAE della secondaria agli sgoccioli, quasi vuote al nord dove abbondano i posti vacanti e ancor piene al sud carente di posti.

GAE di Infanzia e Primaria piene zeppe al 90% di candidati riservisti, inseriti con ordinanze cautelari e destinati a subire per contrasto la legge del contrappasso : entrare in ruolo per poi diventare supplente. garantendo cosi la continuità nel più beffardo dei modi, grazie al decreto dignità del governo giallo-verde.

Graduatorie di merito del concorso 2016, falcidiate dalle bocciature , con più posti che candidati sin dall’inizio, spremute al terzo anno di validità e con un bilancio non sempre in attivo.

Posti di sostegno  andati deserti un po’ ovunque  per mancanza di candidati specialisti e livelli di copertura al di sotto del 10%.

A luglio è partito il nuovo concorso per Dirigenti Scolastici. A  metà ottobre dovrebbe svolgersi la prova scritta ma al Miur contano di accorciare il percorso concorsuale per avere in servizio col        1° settembre 2019 i vincitori di concorso.

L’obiettivo è quello  di eliminare  le attuali 1.748 reggenze. .

Anche i posti vacanti di DSGA, Direttore dei servizi,  sono diventati una vera e propria emergenza nazionale che riguarda 2.400 istituti, la cui copertura è attualmente a carico degli assistenti amministrativi facenti funzione.

Entro quest’anno al Miur garantiscono che sarà bandito il nuovo concorso ordinario per DSGA , un annuncio per ora privo di passi concreti.

Ancora una volta saranno alcune migliaia di precari docenti e ATA  a dover garantire un inizio d’anno che sarà più traballante del solito, coprendo tutte le falle di un sistema di reclutamento incapace di darsi procedure snelle e rispettose dei tempi.

A ben guardare,  un nuovo anno quello che si apre con tanti nodi irrisolti, divenuti oramai vere e proprie emergenze, con problemi vecchi che si sommano a quelli nuovi e che rischiano di fare  della scuola italiana un’eterna inguaribile malata.