Competenze da… non dimenticare!

di Maurizio Tiriticco.

Le scuole sono ormai chiuse e le vacanze sono in corso, ma… Appunto! Ma! Siamo certi che i nostri studenti, quelli che hanno concluso il percorso dell’istruzione obbligatoria decennale, abbiano raggiunto le competenze che lo Stato e la società tutta loro richiedono? Si tratta delle cosiddette competenze di cittadinanza! Ma di una cittadinanza che va letta non solo sotto il profilo normativo legale, ma anche e soprattutto sotto il profilo fattuale. In altri termini, ci chiediamo: quali comportamenti deve assumere un cittadino al termine dell’istruzione obbligatoria al fine di un ingresso e di un inserimento consapevole in un assetto sociale, o meglio nel nostro assetto sociale, organizzato e disciplinato dalle norme fondamentali di cui alla Costituzione della nostra Repubblica? E non è male ricordare che non è una Repubblica qualsiasi, ma quella che è nata dalla Resistenza e dalla lotta contro il nazifascismo! E ciò al fine della costruzione di un consesso sociale autenticamente democratico!

Va ricordato che si è trattato di conquiste assolutamente nuove per un Paese che aveva conosciuto e subìto venti anni di dittatura e decenni di una monarchia che si è imposta su un popolo! Sappiamo con quali criteri antidemocratici si sono svolti i referendum nel lontano Ottocento, quando via via parti del nostro territorio venivano annessi al Regno Sabaudo! I Savoia! Una casa regnante che non godeva affatto della stima di altri Regni, di altri Governi europei!

Ma, torniamo a noi! Nell’Allegato 2 del dm 22 agosto 2007, n. 139, relativo all’istituzione dell’obbligo di istruzione decennale, in ordine al comma 622 dell’articolo1 della Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria relativa all’anno 2007) leggiamo testualmente: Titolo: “competenze chiave di cittadinanza da acquisire al termine dell’istruzione obbligatoria”.

Il testo esordisce così: “L’elevamento dell’obbligo di istruzione a dieci anni intende favorire il pieno sviluppo della persona nella costruzione del sé, di corrette e significative relazioni con gli altri e di una positiva interazione con la realtà naturale e sociale”. In effetti, si insiste sui tre aspetti fondanti e costitutivi di ciascun essere umano:

la costruzione del Sé in quanto persona – “Io sono”, l’esito di un processo di formazione;

la costruzione del Sé dei confronti dell’Altro – “Io collaboro”, l’esito di un processo di educazione;

la costruzione del Sé nei confronti delle cose – “Io faccio”, l’esito di un processo di istruzione.

Rinvio a quanto abbiamo scritto tanti anni fa, quando varammo l’autonomia delle istituzioni scolastiche. Al comma 2 dell’articolo 1 del DPR 275/99 (Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche) leggiamo: “L’autonomia delle istituzioni scolastiche è garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento”. Ho sottolineato quel successo formativo che la scuola della Repubblica deve garantire a ciascun cittadino.

Ed ora riporto testualmente quando scritto e sancito dal citato allegato 2.

IL SE’:

Imparare ad imparare: organizzare il proprio apprendimento, individuando, scegliendo ed utilizzando varie fonti e varie modalità di informazione e di formazione (formale, non formale ed informale), anche in funzione dei tempi disponibili, delle proprie strategie e del proprio metodo di studio e di lavoro.

Progettare: elaborare e realizzare progetti riguardanti lo sviluppo delle proprie attività di studio e di lavoro, utilizzando le conoscenze apprese per stabilire obiettivi significativi e realistici e le relative priorità, valutando i vincoli e le possibilità esistenti, definendo strategie di azione e verificando i risultati raggiunti.

IL SE’ E L’ALTRO:

Comunicare; comprendere messaggi di genere diverso (quotidiano, letterario, tecnico, scientifico) e di complessità diversa, trasmessi utilizzando linguaggi diversi (verbale, matematico, scientifico, simbolico, ecc.) mediante diversi supporti (cartacei, informatici e multimediali); rappresentare eventi, fenomeni, principi, concetti, norme, procedure, atteggiamenti, stati d’animo, emozioni, ecc. utilizzando linguaggi diversi (verbale, matematico, scientifico, simbolico, ecc.) e diverse conoscenze disciplinari, mediante diversi supporti (cartacei, informatici e multimediali).

Collaborare e partecipare: interagire in gruppo, comprendendo i diversi punti di vista, valorizzando le proprie e le altrui capacità, gestendo la conflittualità, contribuendo all’apprendimento comune ed alla realizzazione delle attività collettive, nel riconoscimento dei diritti fondamentali degli altri.

Agire in modo autonomo e responsabile: sapersi inserire in modo attivo e consapevole nella vita sociale e far valere al suo interno i propri diritti e bisogni riconoscendo al contempo quelli altrui, le opportunità comuni, i limiti, le regole, le responsabilità.

IL SE’ E LE COSE:

Risolvere problemi: affrontare situazioni problematiche costruendo e verificando ipotesi, individuando le fonti e le risorse adeguate, raccogliendo e valutando i dati, proponendo soluzioni utilizzando, secondo il tipo di problema, contenuti e metodi delle diverse discipline.

Individuare collegamenti e relazioni:

Individuare e rappresentare, elaborando argomentazioni coerenti, collegamenti e relazioni tra fenomeni, eventi e concetti diversi, anche appartenenti a diversi ambiti disciplinari, e lontani nello spazio e nel tempo, cogliendone la natura sistemica, individuando analogie e differenze, coerenze ed incoerenze, cause ed effetti e la loro natura probabilistica.

Acquisire ed interpretare l’informazione:

Acquisire ed interpretare criticamente l’informazione ricevuta nei diversi ambiti ed attraverso diversi strumenti comunicativi, valutandone l’attendibilità e l’utilità, distinguendo fatti e opinioni.

Fin qui il testo dell’allegato. E’ opportuno ricordare e sottolineare che le FINALITA’ e gli OBIETTIVI, di cui all’allegato, DEVONO COSTITUIRE parte viva ed integrante dell’azione didattica dei nostri insegnanti, dall’istruzione primaria al termine del biennio. Si tratta di dieci anni di studio purtroppo frammentati normativamente (primaria, media e biennio), ma che i nostri insegnanti dovrebbero riuscire a progettare, programmare, pianificare, realizzare! Una grande scommessa! Molto difficile! Ma che occorre affrontare e vincere!

 

Maurizio Tiriticco