Bullismo e Cyberbullismo: quali pericoli e quali azioni? Scuola, famiglie e associazioni, uniti per le nuove generazioni’

di Alessandra Chianese .

Antonello Giannelli, Presidente dell’ANP, ha dichiarato che, per la prevenzione del bullismo, “l’azione da intraprendere è quella della prevenzione culturale, possibile solo con un’alleanza tra i diversi soggetti coinvolti nell’educazione e la formazione dei ragazzi, coerentemente con quanto previsto dalla legge 71/2017. Scuola, famiglie, associazioni ed istituzioni, uniti per le nuove generazioni, che sono il futuro del Paese. Una unione non formale, ma fattiva e produttiva. Tavoli su cui far nascere proposte concrete ed alleanze educative, ripartendo dal valore ed il riconoscimento dell’autorità come un punto di riferimento e non un nemico da combattere.”

Per l’ANP, oltre al Presidente Antonello Giannelli, sono intervenute: Marina Imperato che ha ricordato che oltre il 50% degli 11-17enni ha subito “episodi offensivi” e, di questi, il 10% subiva atti ripetuti con cadenza settimanale; e Vittoria Esposito che ha sottolineato l’importanza dell’aggiornamento professionale dei docenti in tema di “patente digitale”.

Come ha spiegato Alessandra Gherardini, psicologa, il bullismo è un fenomeno relazionale ed è lo smartphone il principale strumento che ha trasformato il bullismo in cyber bullismo, amplificando la visibilità degli eventi e moltiplicando il numero dei casi di bullismo in rete, con tutte le conseguenze, esposte da Maria Gaia Pensieri. Spirito di emulazione e necessità di essere superconnessi in quella che è stata definita la società dei like, mettono i ragazzi in un sistema del quale, spesso, perdono il controllo, non considerando che si tratta di veri e propri reati, come illustrato da Ciro Nutello, coordinatore del progetto “scuole sicure” della Questura di Roma.

Nelle proposte di ANP per la XVIII Legislatura, è evidenziata l’importanza di supportare l’introduzione delle nuove tecnologie nella didattica, attraverso un approccio di coerenza pedagogica, che guardi all’ICT come mezzo non esclusivo e non pervasivo, tenendo conto dell’inevitabile diffusione del digitale, ma senza comportare una marginalizzazione della manualità e delle relazioni in presenza. “La verità”, aggiunge Giannelli, “è che a scuola i ragazzi si annoiano e non si può più pensare di gestire la formazione con le sole lezioni frontali. È necessario coinvolgere gli studenti nella didattica, anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie. Uno smartphone non è più pericoloso di una penna, che potrebbe essere infilata nell’occhio di un compagno di classe. Non è lo strumento ad essere pericoloso, ma l’uso che se ne fa.”

Neanche una scuola che si rinnova, però può pensare che possa farcela da sola. Da anni la scuola è impegnata a combattere violenza e bullismo, come ricordato anche da Riccardo Lancellotti e Anita de Giusti, dellUSR Lazio, ma la quotidiana abnegazione di tutti i lavoratori della scuola non è sufficiente ad arginare fenomeni sociali di tale complessità. È quindi necessario creare nuove sinergie tra scuola, famiglia ed istituzioni.  Ha concluso Giannelli, “Mi piace pensare che, trovarci in questa sede, oggi, a 3 giorni dall’insediamento del Governo, possa essere di buon auspicio per nuove produttive collaborazioni, non solo per pensare ad azioni di prevenzione del bullismo, ma per costruire insieme nuovi percorsi culturali che rimettano al centro la formazione delle nuove generazioni.”