La doppia mandata sulle relazioni sindacali

di PIPPO FRISONE. 

Il 9 febbraio tra Aran e Flc Cgil-Cisl Scuola e Uil Scuola è stata siglata, dopo 9 lunghi anni di blocco, un’ipotesi di contratto per il nuovo comparto Istruzione-Afam-Università e Ricerca.

L’ipotesi è al vaglio del Governo e degli organi di controllo mentre i sindacati stanno consultando  nelle assemblee la categoria con modalità diverse. Per la Flcgil  si voterà stilando un apposito verbale mentre gli iscritti voteranno on-line e il cui esito sarà vincolante per la sottoscrizione definitiva.

Il contratto risulta composto da una Parte Comune e da quattro sezioni specifiche di settore.         Una doppia mandata con la quale si cerca di mettere po’ d’ordine, vincolando con la prima quelle che sono  le specificità di settore. E’  questo il caso delle relazioni sindacali.

Al comma 5 dell’art.4 si ribadisce che “le clausole del nuovo contratto sostituiscono integralmente tutte le disposizioni previste dai precedenti CCNL che riguardano obiettivi e strumenti delle relazioni sindacali, i modelli relazionali, i livelli, le materie, i tempi e le relative procedure nonché   le clausole di raffreddamento”.

Un passaggio più che necessario per fare chiarezza dopo gli interventi del legislatore su alcune materie sottratte alla contrattazione integrativa (Dlgs.150/09- dlgs.118/17-L.107/15 ) e che hanno dato origine a numerosi contenziosi

La parte comune fissa obiettivi e strumenti delle relazioni sindacali (art.4) che si articolano

nella partecipazione e  nella contrattazione integrativa ai vari livelli.

La partecipazione si concretizza con gli strumenti della informazione, del confronto e con gli organismi paritetici di partecipazione

La contrattazione integrativa, viene riformulata nell’ipotesi ai vari livelli nazionale, regionale e per quanto riguarda il settore scuola, a livello d’istituzione scolastica,  nelle seguenti materie materie:

c1) attuazione normativa sulla sicurezza ( come prima)

c2) criteri ripartizione risorse del fondo d’istituto (come prima)

c3) criteri attribuzione compensi accessori( come prima ma con la specificazione comprendente le risorse dell’alternanza scuola-lavoro e dei progetti nazionali e comunitari destinate al personale )

c4) criteri generali per la determinazione dei compensi finalizzati alla valorizzazione del personale,

compresi quelli sul merito dei docenti ex L.107/15

c5) criteri e modalità di applicazione dei diritti sindacali e contingente Ata in caso di sciopero

c6) criteri per l’individuazione delle fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e uscita per il personale Ata

c7) criteri generali di ripartizione delle risorse sulla formazione del personale

c8) criteri generali utilizzo strumentazione tecnologiche di lavoro al di fuori dell’orario di servizio

c9) riflessi delle innovazioni tecnologiche e dei processi d’informatizzazione sulla qualità del lavoro e professionalità, inerenti i servizi amm.vi e di supporto all’attività scolastica

Escono così dalla contrattazione integrativa tutte quelle materie che stavano nell’art.6 del vecchio CCNL/07, oggetto di ripetute controversie e  contenzioso, per confluire sul nuovo strumento delle relazioni sindacali del confronto. E’ cosi per :

b1) articolazione dell’orario di lavoro per docenti e Ata e i criteri per l’individuazione del personale da retribuire con le risorse del Fondo d’Istituto

b2) i criteri sulle assegnazioni del personale docente e Ata alle sedi di servizio

b3) i criteri fruizione dei permessi per l’aggiornamento ( prima oggetto d’informazione preventiva )

b4) promozione della legalità, qualità del lavoro, benessere organizzativo, misure di prevenzione dello stress lavoro correlato e burn-out (nuovo ).

Restano oggetto d’informazione, sempre a livello di scuola :

b1) proposta di formazione classi ed organici (come prima)

b2) criteri di attuazione dei progetti nazionali ed europei (come prima).

 

Un bilancio decisamente a perdere se confrontiamo le materie  demandate alla contrattazione integrativa dal nuovo art.22 dell’ipotesi contrattuale col vecchio testo dell’ art.6 del CCNL/07 .

Non sarà il nuovo istituto del confronto, destinato semmai a migliorare il dialogo e ad alimentare  una partecipazione costruttiva  dei soggetti sindacali a restituire loro la stessa forza e autorevolezza  che avevano con la contrattazione integrativa.

Ne esce un modello di relazioni sindacali meno conflittuale e più partecipativo.

Il sindacato incassa l’informazione preventiva su tutte le materie oggetto di confronto e la possibilità di fare osservazioni e proposte alla parte pubblica prima che quest’ultima adotti i provvedimenti di

merito, pur sapendo che non sarà la sottoscrizione di un verbale a vincolare le parti.

Quando l’ipotesi verrà definitivamente firmata,  scopriremo se il nuovo istituto contrattuale del confronto funzionerà o meno, se il conflitto si ridurrà o si allargherà e se la scuola somiglierà o meno a quella comunità educante di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e alla crescita della persona umana, cosi come è delineata dall’art.3 del TU 297/94.

Pippo Frisone